Ambiente in Italia: 5 brutte notizie del 2015

Una classifica con le 5 brutte notizie del 2015 che riguardano l'ambiente italiano: eventi locali che però dimostrano una volta di più la disattenzione di chi ci governa verso la tutela del territorio

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    Il 2015 si sta per chiudere, e per l’ambiente in Italia questo fine anno presenta una serie di brutte notizie che renderanno il Natale più amato a tutti coloro che hanno una spiccata sensibilità ecologica. Grazie al blog del giornalista Vittorio Emiliani sul sito di Huffington Post, possiamo fare un efficace riassunto delle vicende che hanno visto sostanzialmente protagonista la politica, a livello nazionale o locale, con decisioni quanto meno discutibili, giusto per usare un eufemismo. Rispetto alla hit parade delle notizie più importanti dell’anno parliamo di eventi apparentemente minimi, ma che evidenziano una volta di più la scarsa attenzione verso l’ambiente da parte di chi ci governa. Ecco le 5 brutte notizie di questo 2015 che riguardano il territorio italiano.

    Parco dello Stelvio

    Non è servita la denuncia di Legambiente a fermare la divisione del Parco dello Stelvio fra 3 enti, tra Province Autonome e Regione Lombardia. Un obbrobrio amministrativo che rischia di allentare la tutela contro possibili abusi, e rischi di licenze permissive per i cacciatori.

    Parchi regionali nelle Marche

    Non è stato decisamente un buon anno per i parchi naturali: la Regione Marche ha deciso sostanzialmente di chiudere le riserve naturali regionali per motivi di bilancio, ed anche qui si teme mano libera per i cacciatori. Fortunatamente la parte regionale dei Monti Sibillini, il Parco del Gran Sasso e Monti della Laga sono sotto tutela nazionale, altrimenti avrebbero fatto la medesima fine.

    Alpi Apuane

    Ne avevamo già parlato nei mesi scorsi: le Alpi Apuane in Toscana sono a rischio per il business del marmo, e la cosa scandalosa è che lo sfruttamento delle cave è previsto nel cosiddetto Piano Paesaggistico che la Regione ha approvato quest’anno. E le conseguenze disastrose per il territorio già si avvertono, con l’acqua dei torrenti inquinata dalla polvere del marmo.

    Corpo Forestale

    Il governo procede a passo spedito nella soppressione del Corpo Forestale, nato nel 1822, e destinata ad essere accorpata ad altre forze militari, a dispetto di proteste, appelli e raccolte firme. Di sicuro il territorio italiano da oggi in poi sarà un po’ meno tutelato senza il loro lavoro.

    Albaneta di Montecassino

    Chiudiamo con lo smantellamento del Villaggio di Natale all’Albaneta di Montecassino, posto tra i monumenti dedicati ai circa mille polacchi caduti per combattere al nostro fianco in nome della libertà. Dopo le proteste internazionali c’è stata una parziale marcia indietro, ma il silenzio della Regione Lazio e del ministero per i Beni culturali fa temere ancora che l’area possa essere utilizzata con tutt’altre finalità, quando cadranno i riflettori dei media.