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Rinoceronte bianco del nord: solo tre esemplari rimasti sulla Terra

Rinoceronte bianco del nord: solo tre esemplari rimasti sulla Terra
    Rinoceronte bianco del nord: solo tre esemplari rimasti sulla Terra

    Restano solo tre esemplari di rinoceronte bianco del nord su tutta la Terra, e davvero di questo meraviglioso pachiderma presto avremo solo le immagini di repertorio presenti nelle enciclopedie cartacee e virtuali. Da sempre vittima dei bracconieri, avidamente alla ricerca del suo prezioso corno, il rinoceronte bianco ha perso di recente una delle ultime esemplari femmine rimaste sul pianeta, Nola, 41 anni, ospitata presso il Parco Zoo Safari di San Diego, in California, sin dal 1989, e soppressa a causa di un grave peggioramento del suo stato di salute. Gli altri tre rinoceronti bianchi del nord sono tutti piuttosto avanti con l’età, il maschio Sudan e le femmine Najin e Fatu, che vivono in Kenya, al riparo da possibili obiettivi delle doppiette dei cacciatori di frodo.

    Un anno disgraziato per il rinoceronte bianco: già nel luglio scorso lo zoo di Dvur Kralove, Repubblica Ceca, aveva annunciato la morte dell’esemplare femmina che ospitava, Nabiré, deceduta a 31 anni per la rottura di una cisti interna, ‘emblema del declino catastrofico dei rinoceronti nel mondo a causa dell’insensata avidità umana‘, come ebbe a dire in un comunicato il direttore Premysl Rabas. Nabiré era uno dei rarissimi esemplari della sua specie allevati in cattività, cosa che non è riuscita agli altri tre rinoceronti bianchi rimasti in Africa, i quali sono stati trasferiti nel loro habitat naturale nel 2009 proprio dallo zoo ceco, nella riserva keniota di Ol Pejeta, nella speranza di favorire la riproduzione naturale della specie. Un tentativo complicato e sottoposto ad uno strettissimo regime di sorveglianza, tanto che l’unico maschio vivente Sudan è scortato da guardie armate 24 ore su 24: la sua perdita renderebbe impossibile la prosecuzione della specie, condannando di fatto il rinoceronte bianco del nord all’estinzione.

    Nel corso dei decenni questo animale è stato sottoposto ad una decimazione sistematica da parte dell’uomo: ‘Il problema sono i falsi miti legati alle proprietà del corno, richiesto soprattutto in Asia, dove si crede la sua polvere abbia capacità curative, dalla febbre all’epilessia fino al cancro, e poteri afrodisiaci‘, spiega Davide Bomben, presidente dell’Aiea, Associazione italiana esperti d’Africa, tanto che ancora oggi ‘la richiesta sul mercato è altissima: il suo valore è di circa 75mila dollari al chilogrammo. Con un corno che pesa fino a 5-6 chili, il guadagno dei bracconieri e dei loro committenti può aggirarsi intorno ai 370mila dollari nell’arco di sole 48 ore, cioè il tempo calcolato dall’uccisione dell’animale all’immissione sul mercato della polvere del suo corno‘. Il numero di rinoceronti uccisi non solo non è diminuito, ma anzi ha visto un aumento del trend negli ultimi anni, passando dai 300 esemplari uccisi nel 2010 ai 1000 nel 2013: un animale da sempre a un passo dall’estinzione, e che vede avvicinarsi il baratro ancora di più dopo la morte di Nola.

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