Pulcini maschi tritati vivi: la barbara pratica degli allevamenti

Pulcini maschi tritati vivi: la barbara pratica degli allevamenti
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    Pulcini maschi tritati vivi

    Ogni anno negli allevamenti di tutto il mondo milioni di pulcini maschi vengono tritati vivi, appena dopo la nascita, poiché considerati inutili ai fini della produzione di uova. La verità, sottaciuta all’opinione pubblica internazionale per anni, è emersa prepotentemente alcuni anni fa dopo che un video sul web ha denunciato quanto accade quotidianamente: al contrario di altri metodi crudeli scoperti ad esempio in Italia, quello della triturazione è legalmente consentito, al pari della gassificazione, in base a quanto stabilito dalle normative europee. Ciò non toglie che si tratti di un’assoluta barbarie, e come tale ha scatenato gli animalisti per chiedere uno stop alla crudele pratica.

    La battaglia degli attivisti, iniziata dopo la diffusione di un video sotto copertura realizzato nel 2009 dal gruppo Mercy for Animals in uno stabilimento dell’Iowa, sta facendo lentamente cambiare idea anche ai legislatori: infatti la Germania ha deciso di vietare dal 2017 la triturazione dei pulcini, avendo trovato un’alternativa grazie a un team di scienziati, un’avveniristica incubatrice che sarà in grado di determinare il sesso di ciascun uovo fecondato prima che il pulcino si sviluppi al suo interno. In questo modo quelle generatrici di pulcini maschi saranno rimosse, e le uova considerate inutili dall’industria del settore verranno utilizzate per altri prodotti senza essere più distrutte. La speranza è che l’innovazione tedesca possa fare da apripista ad un’abolizione in sede Ue dell’attuale normativa, che consente lo smaltimento dei pulcini maschi come se fossero oggetti senz’anima e non delle creature viventi. Anche perché c’è sempre meno gente che vuole lavorare triturando pulcini.

    Se il destino dei pulcini maschi è terribile, poiché passano dall’incubatrice al tritacarne senza soluzione di continuità, in molti allevamenti le cose non vanno meglio alle loro sorelle, poiché viene loro tagliata la punta del becco con un apposito strumento per evitare che si feriscano, vivendo il resto della loro vita con terribili dolori. Inoltre altre investigazioni sul campo hanno dimostrato come spesso negli allevamenti intensivi le galline siano costrette a vivere in gabbie piccolissime senza spiegare le ali, ferendosi o subendo l’atrofizzazione degli arti, senza che gli allevatori ricorrano poi alle necessarie cure veterinarie. La necessità di sfamare quasi 8 miliardi di persone ha portato all’attuale situazione, in cui gli allevamenti e l’agricoltura intensiva stanno inesorabilmente uccidendo il pianeta e le creature che ospita, siano essi animali o piante: recuperare la nostra umanità, in tutta la filiera produttiva del settore alimentare, non è solo un dovere etico, ma una pratica fondamentale per garantire un futuro sostenibile alle prossime generazioni.

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