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Oasi della biodiversità nelle Marche: un tempo c’era una discarica

Oasi della biodiversità nelle Marche: un tempo c’era una discarica
da in Ambiente, Biodiversità, Discariche
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    Oasi della biodiversità nelle Marche: un tempo c’era una discarica

    Generalmente in questo spazio dedicato alle tematiche ambientali siamo purtroppo spesso costretti a raccontare di luoghi incontaminati sfregiati dall’incuria e dal degrado causati dall’uomo. Per una volta facciamo il percorso inverso, grazie all’Oasi della biodiversità sorta a Moie di Maiolati Spontini, nelle Marche, lì dove fino a non molto tempo fa sorgeva una discarica, a cui avevano appioppato anche un nome lugubre, La Cornacchia. Sabato scorso questo nuovo spazio dedicato alla biodiversità è stato finalmente inaugurato, un fulgido esempio di riqualificazione ambientale che dimostra come anche nella Terra dei Cachi, nell’Italia delle mille illegalità, delle discariche abusive scoperte ogni giorno, delle mancate bonifiche e degli scempi ecologici quotidiani, è possibile restituire un po’ di bellezza ad un territorio unico come il nostro.

    La gestione di questa Oasi della biodiversità, nata dopo diversi anni di monitoraggio del luogo, è stata affidata alla Sogenus, e la Presidente Eddi Ceccarelli si dichiara entusiasta: ‘Il progetto appena inaugurato è di assoluta qualità. Abbiamo fatto diventare l’area dismessa della discarica La Cornacchia un’Oasi di Biodiversità. La raccolta differenziata ha raggiunto percentuali molto buone, che miglioreranno ancora, ma una parte residua di rifiuti che potrà essere trattata e smaltita solo in discarica per legge vi sarà sempre. Quindi gestiremo il nostro impianto in totale sicurezza e nel rispetto dell’ambiente‘. La novità è che quest’area diventerà uno spazio didattico ed educativo in cui si terranno diverse iniziative aperte a studenti, abitanti del luogo e a chiunque sia interessato a compiere una visita guidata in un’area che finora aveva conosciuto solo cumuli di spazzatura di ogni tipo.

    Grazie al determinante contributo dell’Università Politecnica delle Marche, i biomonitoraggi continueranno senza sosta in tutta l’area, come conferma ancora Eddi Ceccarelli: ‘Da oggi, quest’Oasi sarà valorizzata ulteriormente con percorsi didattici ed educativi per cittadini, studiosi e studenti. Alle nuove generazioni affidiamo questa Oasi, ribaltando il concetto diffuso di discarica.

    Questa è infatti anche un ambiente vitale, dove le essenze autoctone piantumate possono trovare un habitat naturale e crescere in modo rigoglioso‘. Non più rifiuti, ma alberi e piante: una vittoria senza ombre per l’ambiente nel territorio italiano è davvero una notizia. Sperando diventi la regola, e non soltanto un’eccezione.

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