I 15 alimenti più contraffatti

I 15 alimenti più contraffatti
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 30/04/2015 16:43

    Quali sono i 15 alimenti più contraffatti? Scopriamoli insieme. Dobbiamo essere consapevoli sull’argomento, perché, da buoni consumatori, non possiamo mettere a rischio la nostra salute. Come ci conferma un recente rapporto di Legambiente, vari cibi vengono spacciati per autentici, quando in realtà non lo sono. Proviamo a vedere da che cosa dobbiamo difenderci in particolare.

    E’ importante che l’olio che utilizziamo per la nostra alimentazione sia quello di oliva. Dovremmo sempre controllare che sull’etichetta venga riportata la provenienza dall’Italia. Allo stesso tempo dobbiamo controllare che venga indicata la scritta “extravergine”. Tutto questo non è sempre indice di buona qualità, perché spesso l’olio d’oliva viene diluito con altri tipi di oli, come quello di soia, di girasole o di mais. Però almeno cerchiamo di sforzarci di avere delle garanzie.

    Il miele è facilmente alterabile, perché spesso viene confezionato, ricorrendo a molte altre sostanze, come i dolcificanti artificiali, lo zucchero di barbabietola, lo sciroppo di saccarosio e quello di glucosio. Dovremmo sempre controllare tutti gli ingredienti, in modo che non ci siano zuccheri aggiunti.

    Anche il pesce può essere oggetto di frodi alimentari, specialmente quando se ne vende uno di bassa qualità, facendo credere che invece si tratti di una specie che abbia più valore. Gli esperti che dicono che spigole e tonno sono i pesci più contraffatti.

    Attenzione anche alle capesante. Potrebbe trattarsi di manta o di squalo, eppure spesso queste varietà vengono fatte passare come di prim’ordine.

    Per poter disporre di un aceto balsamico di qualità, bisognerebbe che questo invecchiasse almeno 12 anni nelle botti di rovere. Spesso questa regola non viene rispettata. Bisogna sempre controllare che fra gli ingredienti venga riportata la scritta “mosto d’uva”.

    Lo zafferano può essere anch’esso facilmente contraffatto, perché al suo posto possono essere impiegati la calendula o i petali di papavero, la glicerina o la cipolla disidratata. Meglio diffidare delle offerte a basso costo ed è più opportuno comprare questa spezia in fili interi.

    Anche in questo caso bisogna fare attenzione, perché spesso viene proposta un’alternativa, costituita dalla vanillina, che viene spesso sintetizzata in laboratorio. L’etichetta deve essere sempre il nostro punto di riferimento.

    Forse non tutti lo sanno, ma nel caffè preparato da utilizzare all’istante possiamo trovare di tutto: semi di soia, farina di patate, polvere di cicoria, orzo, grano tostato. Sarebbe meglio comprare sempre i chicchi.

    Spesso andiamo al supermercato a comprare la cannella, ma non sappiamo che si nasconde un’insidia: ci viene propinata la cassia, una pianta aromatica tipica della Cina. La fragranza è meno delicata. La cannella tipica, quella vera, è quella che cresce a Ceylon.

    Quando compriamo il pepe nero in polvere, non è detto che sia puro al 100%: può contenere anche semi di papaia o bacche di ginepro. Meglio, quindi, comprare il pepe in granuli, da macinare.

    Costa piuttosto caro e spesso non è nemmeno quello vero, ma viene ricavato dalle sfere di agar, un’alga simile alla gelatina, che viene mescolata con il colorante nero e con aromi artificiali di pesce.

    Il latte va acquistato prevalentemente fresco, prestando molta attenzione a ciò che viene riportato sull’etichetta. Stiamo attenti, perché potrebbe trattarsi anche di latte in polvere.

    Spesso il succo di melograno viene contraffatto, perché al suo posto viene utilizzato il succo d’uva o quello di pera, aggiungendo zuccheri e sciroppo di glucosio. Sull’etichetta ci dovrebbe essere scritto sempre “100% succo di melograno”.

    Non tutti ci crederanno, ma a volte la carne, specialmente quando è macinata, può essere contraffatta. Pensate che la carne di volpe può essere fatta passare come carne d’asino e a volte possono rifilarci della carne di cavallo, senza che noi ce ne accorgiamo.

    Possiamo essere ingannati per quanto riguarda soprattutto l’aspetto dell’imbottigliamento di un vino di bassa qualità, che invece riporta un’etichetta prestigiosa. Un altro stratagemma utilizzato è quello di riportare un’annata diversa, per vendere il prodotto ad un prezzo più alto. Il vino, inoltre, può essere esposto a delle sofisticazione, come l’arricchimento con mosto concentrato e l’eccesso di zucchero.

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