Opere pubbliche, le 10 regole per l’ambiente secondo le associazioni

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    Opere pubbliche, le 10 regole per l’ambiente secondo le associazioni

    Un decalogo per la legalità e il rispetto dell’ambiente nei lavori pubblici: a firmarlo sono le associazioni Libera e Legambiente in collaborazione con i sindacati maggiori Cgil, Cisl e Uil, da indirizzare al governo alle prese con un importante cambio di vertice al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il dimissionario Maurizio Lupi sostituito da Graziano Delrio. Il livello di corruzione e tangenti sulle grandi opere in Italia ha raggiunto livelli insostenibili, ed anche l’opinione pubblica sembra ormai come anestetizzata dai continui scandali che ciclicamente finiscono sulle prime pagine dei giornali: associazioni e sindacati scendono in campo affinché l’esecutivo guidato da Matteo Renzi prenda le necessarie contromisure per liberare i cantieri italiani dalla corruzione e dalle mafie.

    Oltre al fattore legalità, i soggetti coinvolti pongono l’accento sulle questioni legate al rispetto dell’ambiente nella gestione degli appalti delle opere pubbliche: ‘L’Italia ha bisogno di nuovi investimenti nelle infrastrutture per rendere il Paese più moderno, con città più vivibili e sostenibili. Occorre garantire strutture di comunicazione funzionali, impianti idrici e di depurazione efficienti, solo per fare alcuni esempi, indispensabili per far ripartire davvero l’economia. I ritardi che caratterizzano il Paese, troppo spesso frutto di corruzione e opacità, possono essere recuperati solo attraverso scelte radicali, che passano innanzitutto per l’individuazione di opere realmente utili e coerenti con questa visione‘, dichiarano i leader ambientalisti e i segretari dei sindacati in coro, chiedendo un confronto pubblico e trasparente con il governo su questo delicato tema.

    La prima mossa è stata compiuta dalle associazioni Legambiente e Libera insieme ai sindacati Cgil, Cisl e Uil, stilando le 10 regole per la legalità e il rispetto dell’ambiente, che vi proponiamo in sintesi:

    1 – Rendere più efficace il quadro normativo riducendo i centri decisionali e snellendo le procedure per i contratti pubblici

    2 – Assegnare appalti di lavori, servizi e concessioni pubbliche solo attraverso gare standardizzate, abolendo quelle private e diminuendo le strutture parastatali

    3 – Eliminare il ricorso a professionisti esterni, prevedere subappalti controllati e vietare l’attribuzione del sub appalto ad imprese che hanno partecipato alla gara

    4 – Affidare lavori solo sulla base di progettazioni esecutive, ben definite e solidamente finanziate

    5 – Migliorare il sistema delle whitelist e premiare nelle gara le imprese che non siano coinvolte in vicende di corruzione e di mafia

    6 – Attuare un miglior controllo istituzionale, ampliando i poteri di intervento, vigilanza e sanzione dell’Autorità nazionale anticorruzione per tutte le opere pubbliche

    7 – Rendere efficace il controllo tecnico per ogni appalto

    8 – Garantire completa trasparenza e incoraggiare il controllo civico

    9 – Proteggere l’ambiente attraverso la Valutazione di impatto ambientale sul progetto preliminare, e utilizzare materiali provenienti dal recupero nei capitolati di appalto, per ridurre il prelievo da cava

    10 – Reintrodurre il rispetto della clausola sociale vincolante nei campi di appalto, escludendo dalle procedure di appalto le imprese che abbiano violato gli obblighi contrattuali verso i lavoratori

    La questione ambientale occupa un ruolo molto importante i nquesto decalogo, giacché abbiamo già visto da scandali recenti e non come alcuni dei traffici più redditizi per le organizzazioni criminali avvengano ad esempio nella gestione del ciclo dello smaltimento dei rifiuti. Combattere le cosiddette ecomafie è un’urgenza oltre che un dovere non più procrastinabile.