Maltempo, alluvioni e bombe d’acqua sull’Italia: i casi più gravi degli ultimi anni

Maltempo, alluvioni e bombe d’acqua sull’Italia: i casi più gravi degli ultimi anni
da in Alluvioni, Ambiente, Fiumi, Treviso
Ultimo aggiornamento: Venerdì 05/02/2016 09:09

    Molti sono gli eventi di maltempo che hanno interessato l’Italia anche negli ultimi anni. Il nostro Paese è stato preso d’assalto da vere e proprie bombe d’acqua, che, insieme ad altri fenomeni meteo violenti, hanno causato danni enormi. Alcuni casi, come per esempio quello di Genova e della Liguria, sono diventati davvero eclatanti. In ogni caso ci sono vicende anche meno conosciute, che hanno costituito un pericolo per tutto il nostro territorio, spesso dominato dal problema del rischio idrogeologico, una questione che negli anni non si è mai riusciti a risolvere completamente.

    Alluvione a Genova, un morto e un treno deragliato: massima allerta

    A Genova tutto è iniziato con un forte temporale che ha fatto esondare contemporaneamente tre torrenti (Bisagno, Rio Feregiano e Sturla), provocando un disastro in città, rimasta allagata e con molte zone rimaste senza energia elettrica per una tempesta di fulmini. Dopo cinque giorni di piogge, però, non è stato possibile prevedere l’allerta perché, ha detto il vicesindaco di Genova, Stefano Bernini ‘i modelli matematici dei tecnici dell’Arpal e della Protezioni civile regionale non lo hanno consentito‘. Immediate le polemiche, per la mancata messa in sicurezza del territorio. Si sono registrate frane anche su alcuni tratti della linea ferroviaria, con disagi e ritardi per i passeggeri. Il Bisagno è esondato invadendo le strade e trascinando via le auto parcheggiate. Poi è esondato lo Sturla. Un cadavere è stato ritrovato in via Canevari: è Antonio Campanelli, un infermiere 57enne travolto dall’acqua. Le bombe d’acqua in Italia non sono più una novità, e le condizioni idrogeologiche del Paese sono chiaramente pessime. Sono infatti molte le città devastate dall’emergenza maltempo, perchè l’abbondante pioggia che cade provoca frane ed esondazioni di fiumi che lasciano danni e morti sulle strade

    I primi giorni di agosto 2014 una “bomba d’acqua” si è abbattuta con violenza nella zona di Refrontolo, in provincia di Treviso, facendo tracimare il Lierza, un piccolo torrente che ha travolto in pochi istanti una intera festa del paese, la “Festa degli Omeni”, che si stava svolgendo sotto a un tendone. L’impeto d’acqua ha trascinato parte dei presenti, alcuni dei quali sono stati scaraventati in un fiume vicino al Mulino della Croda, un luogo ben conosciuto e frequentato dai trevigiani. Il fango ha travolto e coperto tutto. Presenti al momento della tragedia erano un centinaio di persone. A morire sono stati in quattro mentre decine di persone sono state ricoverate in ospedale in gravi condizioni. Le vittime sono: Fabrizio Bortolin, 48 anni, di S. Lucia di Piave; Maurizio Lot, 52 anni di Farra di Soligo; Luciano Stella, 50 anni, gommista di Pieve di Soligo; Giannino Breda, 67 anni di Falzè di Piave. Tre dei quattro corpi sono stati individuati dagli uomini del Soccorso alpino, che con le sue squadre di volontari ha partecipato alle operazioni di soccorso assieme a forze dell’ordine e Vigili dl fuoco giunti da più località del Veneto. Tutto è successo verso le 22.30 del 3 agosto 2014. Il torrente Lierza, a causa della piogge che si erano abbattute nella zona montuosa vicina, è letteralmente esploso travolgendo tutto quello che si trovava nelle vicinanze. “Una valanga di fango” raccontano i sopravvissuti, “persone che si aggrappavano ai rami per non essere inghiottiti dall’acqua“. Nella zona si sono abbattute altre sette frane che hanno isolato diversi agriturismo e ristoranti. La situazione più grave in zona Cison di Valmarino dove uno smottamento di rilevanti proporzioni ha travolto la strada provinciale che collega Follina a Cisone e al Molinetto della Croda. Nella stessa zona, nel 2012, ci fu un’analoga alluvione che, per fortuna non produsse vittime, ma ingenti danni.

    Marche: alluvione a Senigallia, una vittima

    Il maltempo che si è abbattuto sulle Marche i primi giorni di maggio 2014 ha peggiorato la situazione e ostacolato le operazioni di soccorso, in particolare nella zona di Senigallia (Ancona), dove il fiume Cesano è uscito dagli argini all’altezza della frazione di Brugnetto così come il fiume Misa, che scorre in pieno centro. La Protezione civile delle Marche ha evacuato, a scopo precauzionale, la frazione di Vallone, gli abitanti sono stati ospitati in due scuole. A Jesi, in provincia di Ancona, un uomo di 85 anni era rimasto bloccato con la sua auto in un sottopasso completamente allagato dalla pioggia. Sono intervernuti i carabinieri e lo hanno salvato. Un uomo è morto a Senigallia dopo essersi sentito male in casa. L’ambulanza, bloccata dal fango non è riuscita a raggiungerlo. L’altra vittima è un anziano, prima dato per disperso. Il Corriere Adriatico cita una testimonianza, ripresa anche dal Corriere.it: “Un ragazzo con la pagaia è riuscito a mettere in salvo alcune persone - racconta Massimo Moroni, di Borgo Bicchia a Senigallia “e ha tentato di mettere in salvo anche una coppia di anziani. È riuscito a mettere al sicuro la moglie, ma il marito è scivolato in acqua e lo stanno ancora cercando“. Ma l’hanno trovato morto.

    Via Twitter, il Comune di Senigallia ha invitato la popolazione a non salire sui ponti e a evitare il centro storico. “Chiederò lo stato di emergenza. Senigallia è completamente allagata, impercorribile“, ha detto il presidente della regione Mario Spacca. Strade allagate anche a Osimo, Ostra, Corinaldo, Chiaravalle, Jesi. Le sponde del fiume Misa, la cui portata ha raggiunto livelli critici, sono stati rialzate artificialmente, mentre volontari e operai dei comuni sono al lavoro per liberare dall’acqua anche le case e le fabbriche della zona di Ostra e Chiaravalle. A causa dell’esondazione del torrente Triponzio, alcune case della frazione Sant’Andrea a Chiaravalle sono rimaste isolate. L’acqua ha invaso abitazioni e negozi e danneggiato numerose auto in sosta anche nel Fermano, a Porto San Giorgio, Lido di Fermo e Porto Sant’Elpidio.

    Alluvione a Modena ed esondazione del Secchia

    A gennaio 2014, tra il 19 e i giorni successivi, la piena del fiume Secchia, che è tracimato in località Ponte dell’Uccellino, alla periferia di Modena, in Emilia Romagna ha provocato molti danni. Le frazioni interessate dall’evacuazione imposta dalla Prefettura di Modena sono state Bastiglia e Bomporto e la zona di San Matteo, oltre ad alcune zone della stessa città di Modena. Sfollata nel capoluogo la casa di riposo Sant’Anna. Inoltre è stata interrotta la circolazione sulla strada statale 12. La rottura dell’argine del Secchia ha determinato l’interruzione della circolazione sulla strada statale 12. La piena ha allagato i piani bassi di alcune case in campagna.

    Maltempo in Liguria, centinaia di sfollati

    Sempre in gennaio 2014, in Liguria ci sono state nuove frane sia nel Ponente che nel Levante. A Genova la forte pioggia caduta mista a grandine ha provocato una frana a Nervi: due villette sono state evacuate, sei persone sono state sfollate. Nell’Imperiese una frana sull’Aurelia ha isolato per circa due ore Ventimiglia dalla Francia. Nel Savonese tre smottamenti si sono abbattuti sull’Aurelia, rimasta bloccata da una frana tra Andora e Laigueglia. A lungo è rimasta sospesa la circolazione ferroviaria tra Albenga e Diano Marina a causa del deragliamento di un treno Intercity.

    Emergenza maltempo in Toscana: Arno in piena a Firenze

    In Toscana la pioggia ha creato problemi in provincia di Lucca, con frazioni isolate per frane, 24 persone evacuate da dieci abitazioni a Pietrasanta, e numerosi interventi registrati per allagamenti. La linea ferroviaria Lucca-Viareggio è stata interrotta per detriti sulla massicciata. Disagi si verificarono anche in provincia di Pisa, dove fu chiusa al traffico l’Aurelia all’altezza di Migliarino e in provincia di Massa Carrara, a causa di frane e smottamenti.

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