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Incidenti aerei a lieto fine: quando la natura si impossessa dei relitti

Incidenti aerei a lieto fine: quando la natura si impossessa dei relitti
da in Ambiente, Incidenti aerei, Natura

    Di incidenti aerei se ne possono contare diversi. Ma quelli di cui stiamo per parlare sono delle storie a lieto fine. A volte, per semplice fortuna o anche in seguito alla bravura del pilota, tutti i passeggeri sono sopravvissuti. Rimangono però le tracce di questi disastri aerei. Esse sono costituite dai relitti che sono restati in mezzo alla natura, nei deserti, nei laghi, nelle montagne. Il fotografo tedesco Dietmar Eckell ha fotografato tutti questi relitti, segnalando come in molti casi si può ammirare una sorta di vera e propria fusione tra i rottami e la natura. Si resta veramente stupiti di come questi elementi artificiali siano entrati a far parte di paesaggi davvero spettacolari. Ne è stato tratto anche un libro.

    Nel maggio del 1956 un incidente aereo, che ha coinvolto il Bristol 170, è avvenuto in Canada. L’aereo è rimasto sulla riva di un lago, circondato completamente dagli alberi e dagli elementi naturali. E’ come se il velivolo fosse pronto per planare direttamente sulle acque. E’ veramente incredibile osservare come ci sia stata una sorta di unione inseparabile fra il verde e la limpidezza dell’acqua da un lato e ciò che rimane dell’aereo dall’altro.

    Nel settembre del 1977, sempre in Canada, è avvenuto un altro incidente aereo, che ha coinvolto il Curtiss C-46 Commando. L’aereo è precipitato nel bel mezzo di una foresta. I resti che ne rimangono sono completamente circondati dagli alberi. E’ come se la natura avesse voluto occultare sapientemente il disastro, non permettendo a nessuno di raggiungerne le tracce visibili.

    Nel gennaio del 1965 in Alaska precipitò il Fairchild C-82. Anche in questo caso l’aereo finì in mezzo ad una foresta. Lo si può vedere ancora oggi circondato dagli alberi alti, che nascondono ciò che resta del velivolo. Anche in questo caso è parecchio difficile raggiungere l’aereo. La natura lo ha completamente sommerso, racchiudendolo all’interno di un cerchio formato dalla vegetazione.

    Nell’agosto del 2004 il Grumman hu-16 Albatross precipitò in Messico. Finì in acqua. Si vede ancora oggi il relitto immerso in un’atmosfera molto suggestiva. Ne rimane visibile soltanto la parte inferiore, quasi come un elemento particolare, in grado di fuoriuscire dal suo nascondiglio segreto.

    Nel dicembre del 1993 in Australia cadde il Cessna 310. L’aereo finì su un terreno brullo, in cui si scorgono soltanto poche tracce di vegetazione. Fa veramente impressione guardare uno spettacolo, che ancora oggi appare incredibile, con l’aereo in un angolo e tutto intorno il vuoto rappresentato soltanto dalla terra arida color rossiccio.

    Nel febbraio del 1950, tra le montagne dello Yukon cadde il Douglas C-47. Il velivolo finì in un’area scoscesa, caratterizzata dal fianco di una montagna. Ne restano le tracce fra le pietre numerose che circondano l’aereo, il quale sembra essere poggiato lì, quasi per caso.

    Nell’ottobre del 1943 precipitò in Papua Nuova Guinea il B-24 Liberator. L’area in cui il velivolo si trovò a cadere è ricca di vegetazione. Non solo alberi, ma anche un tappeto d’erba molto folto, che ha quasi sommerso il velivolo, che oggi appare ricoperto dal verde inestricabile.

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