Smog in Italia: troppo Pm10 e ozono nell’aria

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    Smog in Italia: troppo Pm10 e ozono nell’aria

    Lo smog in Italia ha raggiunto livelli ormai intollerabili, a causa della massiccia presenza nell’aria di Pm10 e ozono, e ad annaspare è soprattutto il centro-nord, in cui si registrano i picchi europei di inquinamento dell’aria. Esce un quadro tutt’altro che confortante dal rapporto Air Quality 2014 dell’Aea, Agenzia europea dell’ambiente, che ha certificato come l’aria nelle città italiane sia ormai sempre più irrespirabile, sulla scia di altri analoghi allarmi lanciati negli ultimi anni dall’Oms.

    Secondo quanto emerge dal rapporto, un italiano su due in città respira troppe polveri sottili: in testa a questa poco confortante classifica vi sono alcune città italiane del centro-nord, ovvero Lecco, Padova, Monza, Varese, Vicenza e Udine. Il continuo contatto della popolazione con l’aria inquinata è tutt’altro che indolore, visto che nell’anno 2012 in Italia si è registrato il triste primato di 3.377 decessi legati all’ozono, ed un secondo posto dietro la Germania con 64mila vittime legate all’eccesso di polveri sottili. L’unico dato positivo per l’Italia è il calo nella stima della popolazione urbana esposta al biossido di azoto fra il 2011 e 2012, che passa dal 46,1 per cento al 25,2 per cento. In sintesi, per quanto ce la passiamo meglio della Cina, la situazione dell’inquinamento atmosferico in Europa non è buona, e in Italia è particolarmente grave: per l’Aea il pericolo maggiore che corre la popolazione europea è soprattutto l’esposizione nel lungo periodo al Pm10.

    Quali accorgimenti sono stati messi in campo per migliorare la situazione? La situazione è particolarmente preoccupante soprattutto in Pianura Padana, a causa della conformazione orografica e meteorologica particolarmente sfavorevole alla dispersione degli agenti inquinanti dell’aria, ma ‘Torino e altre città hanno investito molto sul teleriscaldamento: si sostituiscono piccole caldaie con una centrale unica più efficiente‘, spiega ad esempio Alberto Valmaggia, assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, mentre il Veneto ha emesso un bando da 2 milioni di euro aperto fino al 12 dicembre che finanzia per il 50 per cento la sostituzione delle vecchie stufe a legna, materiale che quando brucia contribuisce a circa metà dell’inquinamento atmosferico della regione. La Lombardia prevede invece da ottobre 2015 l’estensione da 209 a 570 dei Comuni dell’area critica soggetta a divieti della circolazione, ed altri rimedi come incentivi al bike sharing e al car sharing, oppure per la rottamazione delle vecchie automobili, sono previsti in varie regioni particolarmente interessate dal’inquinamento atmosferico. Basterà per migliorare la situazione?