Vulcani attivi e pericolosi in Giappone: le eruzioni più recenti

Vulcani attivi e pericolosi in Giappone: le eruzioni più recenti
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 20/10/2016 07:17

    Il vulcano Ontake, in Giappone, si è risvegliato a sorpresa dopo sette anni, con un’eruzione spettacolare di cenere e sassi. Il Giappone è uno dei luoghi vulcanici più attivi di tutta la terra. Possiamo contare circa 200 vulcani in tutto il Paese, ma ad essere attivi sono solo una cinquantina, come il celebre monte Fuji o il Sakurajima. L’attività degli altri vulcani si è ridotta nel tempo, diventando di tipo geotermale. E’ a questo che si deve la formazione di piccole sorgenti d’acqua calda termale in tutto il Giappone. Vediamo quali sono i vulcani attivi e pericolosi in Giappone, e tutte le eruzioni più recenti che sono state registrate in cronaca.

    Giappone, erutta vulcano del Monte Ontake: feriti e voli deviati

    Il vulcano Ontake si trova nel Giappone centrale, e si è svegliato dopo sette anni, a sorpresa, il 27 settembre 2014. L’eruzione spettacolare di cenere e sassi ha però provocato decine di morti tra gli appassionati di escursionismo che si trovavano in quattro rifugi, sparsi lungo uno dei percorsi naturalistici più popolari e suggestivi in Giappone nel periodo autunnale. L’ultima grande eruzione dell’Ontake risale al 1979, con la fuoriuscita di 200.000 tonnellate di cenere, alla quale sono seguite quelle di minore entità del 1991 e del 2007. Il vulcano, secondo per popolarità e altezza soltanto al Fuji-san, si trova tra le prefetture di Nagano e Gifu ed è noto per la salita relativamente facile, grazie proprio alla presenza di diversi rifugi e di una funivia.

    Il monte Fuji (Fujiyama) è il vulcano più noto del Giappone e simbolo della cultura del Paese nel mondo. La sua altezza di 3.776 metri ne fa la montagna più alta della nazione. Questo monte è considerato sacro per tutti i giapponesi, che spesso lo scelgono come luogo di pellegrinaggio. Si trova nella regione di Honshu, a poco più di 100 km dalla capitale Tokyo. La natura che lo circonda e la sua perenne e perfetta cima innevata ne fanno scenografia preferita per fotografi e artisti in genere, intenti a raccogliere le sue caratteristiche più belle. Viene visitato da milioni di persone ogni anno e scalato da circa 300.000. Sulla vetta c’è un ufficio postale, in modo che ci riesca ad arrivare sulla vetta, a 3.800 metri, possa mandare una cartolina a testimoniarlo. Gli scienziati non hanno dubbi e hanno recentemente affermato che: “Tutto quello che possiamo dire è che il Monte Fuji è sotto pressione, che tradotto, significa un’alta possibilità di eruzione“. La natura critica del vulcano proviene dallo stato del magma osservato a circa 5 Km sotto la superficie della massa rocciosa. Un ulteriore terremoto in quell’area potrebbe dare il via ad una massiccia eruzione.

    Situato nel centro dell’isola principale del Giappone, Honshu, il Monte Asama è alto 2.568 metri sul livello del mare, ben distinguibile dalla città di Karuizawa. Questo monte è un vulcano attivo ed erutta spesso. L’ultima volta risale al 2009 (prima, nel 2004), quando le sue ceneri arrivarono lontanissime, fino a Tokyo. Nonostante il costante pericolo da esso rappresentato (nel 1783 le sue ceneri provocarono 1.500 vittime), il Monte Asama è una nota e frequentata meta turistica: i visitatori vi giungono per sciare sulle vette adiacenti e rilassarsi nelle oasi termali naturali. Il monte Asama rimane a tutt’oggi uno dei vulcani più attivi del Giappone, capace di mandare oltre i 2.000 metri in alto le sue ceneri e polveri.

    Il vulcano Sakurajima si trova nell’isola di Sakurajima. E’ alto 1.117 metri. Viene definito come uno dei vulcani più attivi della nazione, con eruzioni di tipo strato-vulcanico (a magma acido e magma basico). Si compone di tre cime, quella a nord (Kitadake), quella al centro (Nakadake) e quella a sud (Minamidake). Nonostante l’attività sia tutt’oggi riferibile solo al cratere meridionale, è ancora ricordata dalla popolazione la violenta eruzione del 1914 che causò solo una trentina di vittime grazie all’intuito degli abitanti locali che per tempo si rifugiarono al sicuro; nel compenso essa viene definita come una delle più potenti eruzione vulcaniche della storia del Giappone.

    Il monte Aso è il più grande vulcano attivo del Giappone, ed è tra i maggiori al mondo. Esso si trova nella prefettura di Kumamoto, sull’isola di Kyūshū. La sua vetta è a 1592 metri sul livello del mare. Il monte Aso ha una delle più grandi caldere del mondo (25 km a nord-sud e 18 km a est-ovest). La caldera ha una circonferenza di circa 120 km, anche se fonti diverse variano il perimetro esatto. L’eruzione che ha formato l’attuale vulcano somma è avvenuta circa 300.000 anni fa. Quattro grandi eruzioni si sono verificate nel corso di un periodo che va da 300.000 a 90.000 anni fa. La quarta eruzione è stato la più grande e la più disastrosa, con la cenere vulcanica che ha coperto l’intera regione di Kyūshū estendendosi anche fino alla prefettura di Yamaguchi. Il Monte Taka, Monte Naka, Monte Eboshi e il Monte Kishima sono dei coni che si sono formati con la quarta eruzione della caldera. Il cono del Monte Naka è tuttora attivo.

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