Pamplona, corsa dei tori per San Firmino: proteste degli animalisti

Pamplona, corsa dei tori per San Firmino: proteste degli animalisti
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    È iniziata tra le proteste la tradizionale festa di San Firmino a Pamplona, che prevede tra le altre cose la consueta corsa dei tori con il suo bagaglio di atrocità più volte denunciate dagli animalisti. L’evento si consuma ogni anno lungo le strade della città spagnola, con numerosi ferimenti tra le persone da parte dei tori, oltre che degli stessi animali: secondo alcuni dati diffusi dalle associazioni che si occupano della vicenda, ogni anno vengono uccisi 48 tori, e a dispetto di forti critiche e tentativi di boicottaggio, la festa di San Firmino prosegue il suo bagno di sangue ad ogni edizione.

    La festa inizia con il cosiddetto chupinazo, ovvero quando il sindaco di Pamplona si affaccia a mezzogiorno presso il municipio della città dando inizio ai nove giorni di festa, con il lancio in aria di un razzo mentre sulla piazza si radunano migliaia di persone con i tradizionali fazzoletti rossi al collo. Una festa a base di vino rosso e corse dei tori, in cui i partecipanti devono correre nella stessa direzione degli animali, un tragitto di 826 metri culminante nella Plaza de toros: i tori che non vengono uccisi durante questa folla e pericolosa corsa, troveranno comunque la loro fine durante la corrida finale. Le prime cronache di questa edizione 2014 parlano già di un incornato e di 4 feriti con fratture e contusioni, un bilancio destinato inevitabilmente a salire nei prossimi giorni.

    Le violenze sui tori non riguardano solo la corsa e la corrida: in passato sono stati documentati tutti i soprusi che questi animali sono costretti a subire, dai trasporti in angusti spazi senza cibo né acqua, alle percosse con sacchi di sabbia e purghe prima della corrida finale.

    Ai tori vengono scorticate le corna per renderli più sensibili al dolore, e per accrescere la loro rabbia viene spalmata vaselina negli occhi ed acido sulle zampe, i testicoli punti con uno spillo: saranno poi picadores, banderillos e matador a mettere fine all’agonia di questi animali, infliggendo prima barbare sofferenze nell’arena. Negli anni si sono moltiplicate le proteste e i tentativi di sensibilizzare l’opinione pubblica sui massacri dei tori che avvengono ogni anno in Spagna, e non solo durante la festa di San Firmino: si calcola che siano circa 30mila i tori uccisi ogni anno nelle feste tradizionali che si tengono in tutta la Spagna. Una tradizione bagnata di sangue che purtroppo non accenna ad estinguersi.

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